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Conferenza stampa di Spalletti: l’allenatore toscano non ha risparmiato critiche e frecciatine al capitano giallorosso. Continua la guerra fredda tra il tecnico giallorosso e Francesco Totti. Nella conferenza stampa di ieri, Luciano Spalletti non ha pronunciato solo le classiche frasi di circostanza in onore del capitano, ma ha anche lanciato le ennesime frecciatine ad una figura sicuramente molto amata nella capitale, ma allo stesso tempo ingombrante. “Gli si vuole bene ed è un dono – ha detto Spalletti -. Domani giocherà un bel pezzo di partita ed io sono stato fortunato ad allenarlo. Il ricordo più bello? La qualità del giocatore e la personalità quando entra in campo, perché lì ha sempre fatto vedere che comandava lui per il suo carattere e la sua forza”.

Conferenza Spalletti pre-Roma-Genoa: ancora frecciatine verso Totti e l’ambiente romano.

Poi arrivano le prime bordate. “Cosa mi ha dato fastidio? Non ho condiviso alcune sue prese di posizione, qui siamo un po’ colpevoli tutti”. Spalletti ha pizzicato il capitano anche sui rigori di 10 anni fa. Parole dure quelle del tecnico di Certaldo: “abbiamo creato questo grandissimo calciatore che tutto poteva perché era Totti. Ha tante qualità è vero, ma in qualcosa deve ancora crescere. Essere leader significa dare qualcosa di sé agli altri, lui lo ha fatto spesso, ma è stato anche messo davanti agli altri e non sempre questo messaggio è arrivato”.

Poi l’attacco finale, quello che fa male ai tifosi “tottiani” più integralisti: “è la Roma che deve vincere, non Totti. Perché lui da solo non basta, se la Roma non ha vinto niente significa che dentro c’è anche lui, nonostante i suoi numeri. In una stagione – ricorda Spalletti – lui sbagliò 6 rigori di fila e i giornali scrivevano che lui voleva sempre tirarli e se io dicevo ai compagni di tirarli, loro dicevano no perché c’era Francesco. Magari se fossero stati segnati avremmo avuto qualche punto in più”. Infine Spalletti ha deciso di non rispondere alle domande sul suo futuro, ma la sensazione è che sia ad un passo dal firmare con l’Inter.

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